Intervento consiglio comunale DIANO CASTELLO

Intervento consiglio comunale DIANO CASTELLO - Rifondazione Comunista Imperia
Il compagno Pierluigi Zuccolo ha effettuato il seguente intervento durante il consiglio comunale di Diano Castello del 22 giugno scorso :

Signor Sindaco
signori Assessori
colleghi Consiglieri
Signor Segretario Comunale,

ho la vaga impressione che questa sera il Consiglio Comunale sarà molto
intenso e magari non solo vista la stagione, abbastanza surriscaldato, per prima cosa ho alcune domande da rivolgere al Segretario Comunale, utili a tutti noi per
comprendere cosa voglia dire essere Consiglieri Comunali e quali siano parte delle
regole di cui dobbiamo avere rispetto se vogliamo dimostrare di essere un organismo
democratico e in piena sintonia con le leggi e i regolamenti che ci competono.
Capisco che la desuetudine al confronto con una minoranza attenta e motivata,
da tempo manca in questo consesso una vera opposizione, possa far sorvolare su
alcuni passaggi rispetto ai corretti comportamenti da tenersi in tema di procedure
e disposizioni, credo che in fondo questo sia il difetto anche nazionale, ma ciò non deve portare a una gestione del Consiglio Comunale che non tiene conto del rispetto delle regole e di conseguenza del lavoro svolto da tutti i consiglieri.
Signor Segretario Comunale,
1) É vero che in data 3 giugno 2011 il gruppo consigliare “Uniti per Castello” ha
comunicato al Segretario Comunale la composizione del gruppo consigliare
e contestualmente il nome del capo gruppo, così come previsto dall'articolo
5 (cinque) del Regolamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari di
Diano Castello?

2) È vero che entro il giorno 11 giugno la stessa procedura doveva essere
effettuata anche dagli altri eletti? Che in assenza di tale comunicazione
è previsto dal nostro regolamento, “assume la qualità di capo gruppo il
consigliere che ha riportato, nella sua lista, il maggior numero di voti”.
Pertanto nel rispetto della norma il capo gruppo di maggioranza è il collega Calcagno Massimo?

3) Questo se sembra poco interessante è invece di fondamentale importanza
per il corretto svolgimento di questo nostro mandato elettorale. A seguito
delle norme citate è vero che a far data del giorno 11 giugno questo consiglio
comunale ha automaticamente e/o attraverso comunicazione scritta la
composizione dei capi gruppo e pertanto la possibilità prevista dal regolamento
di indire la Conferenza dei Capi-gruppo?

4) Essendo quanto affermato in precedenza corrispondente alle norme che
regolano l'esercizio democratico di questo consesso, manca da questo momento
in poi il rispetto delle disposizioni per poter dire di essere all'interno delle
regole e quindi della legge, come primo elemento manca all'Ordine del
Giorno di questo Consiglio Comunale il punto della presa d'atto dell'avvenuta
costituzione dei Gruppi consiliari e dei Capo-gruppo così come previsto
dall'articolo 6 (sei) del succitato regolamento.

5) Dal giorno 11 giugno in poi per predisporre l'ordine del giorno dei consigli
comunali come previsto dall'articolo 7 (sette) del Regolamento del Consiglio e
delle Commissioni Consiliari, si deve convocare la conferenza dei capi gruppo, 
per la programmazione dei lavori e per la predisposizione del calendario dei
lavori del Consiglio.
Ciò non è avvenuto.
Pertanto affermare che non siamo nel rispetto delle regole credo sia più che lecito e dimostrato. Con ciò intendo affermare che da oggi in poi sarà per noi invalidante ogni Consiglio Comunale che non abbia soddisfatto queste caratteristiche.
Questa dichiarazione ha valore di richiesta, a partire da oggi e per tutto il tempo in cui sarò capo gruppo consiliare di questo comune della Conferenza dei Capi-gruppo, così come previsto dall'articolo 7 del regolamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari del comune di Diano Castello.

Il fatto in se sebbene rilevante non è il solo passaggio che riteniamo improprio, a nostro avviso è stata calpestata un'altra norma fondamentale del diritto dei consiglieri, in questo caso di minoranza, non sono stati ammessi all'ordine del giorno di questo consiglio 2 (due) questioni richieste in data 3 giugno 2011 da tre consiglieri di questo comune.
Essendo proposte e non interpellanze o interrogazioni o ordini del giorno come quelli presentati allo scorso Consiglio Comunale, mi viene da pensare che ci sia un subdolo tentativo di non far sapere alla cittadinanza che la minoranza consigliare elabora sue proposte per ogni aspetto della vita amministrativa del Comune.
Faccio presente che il decreto legislativo 267/2000 "Testo unico delle leggi
sull'ordinamento degli enti locali" all'articolo 39 comma 2 stabilisce che:
il presidente del consiglio comunale è tenuto a riunire il consiglio in un termine non superiore ai venti giorni, quando lo richiedano un quinto dei consiglieri, inserendo all'ordine del giorno le questioni richieste.
Se la prima parte di questo comma è stata rispettata, totalmente non rispettata ne è la seconda parte e in conseguenza di ciò si può ulteriormente definire il consiglio comunale di questa sera fuori legge.
Questo articolo non concede spazi di interpretazione se sia possibile oppure no
discutere sull'inserimento nell'Ordine del giorno del Consiglio Comunale le questioni richieste, anche perché norma esclusivamente i rapporti tra i rappresentanti eletti nelle pubbliche amministrazioni.

Per queste ragioni ritengo la seduta del Consiglio Comunale di questa sera sia
carente di legalità per poter svolgere nel pieno le funzioni a cui siamo chiamati e tenuti a rispettare nella qualità di pubblici amministratori, se i primi a non rispettare le regole sono coloro che le regole se le sono date quale pensate sia l'esempio che viene dato a tutti i cittadini?
Quale considerazione pensate che questo comportamento possa innescare nelle
coscienze degli amministrati, se non la facile irrisione degli stessi amministratori.
Se pensate di poter proseguire in questo modo credo che proprio non convenga vi
informo che c'è anche la possibilità che usando questi metodi sia possibile l'intervento della prefettura, comunico che domani il sottoscritto non mancherà di informare tale istituzione di quanto avvenuto, quale organismo superiore del controllo della legalità.
Nonostante ciò non mi sottraggo alle mie responsabilità e sono pronto a discutere
ogni punto in calendario questa sera, ma ci tengo a precisare che se davvero volete dimostrare di essere pubblici amministratori dovete cambiare totalmente metodo di comportamento, primo nei confronti delle regole e secondo nei confronti degli amministrati.
Mi auguro che da oggi in poi il rispetto delle norme e di conseguenza della minoranza assuma un carattere diverso e di collaborazione, ciò che alla prima occasione avete dimostrato di negare e che state ulteriormente dimostrando.

Noi continueremo a produrre proposte e vi costringeremo a confrontarvi e ad
amministrare nel rispetto delle regole, se non vi sentite di poterlo fare avete una sola alternativa, considerando che nessuno dei presenti è stato costretto a candidarsi per prescrizione medica o ancora peggio per una pistola puntata alla tempia, l'alternativa che vi rimane è quella delle dimissioni.